03 nov 2011

Claudio Canavero: Giudice corrotto..

Giudice corrotto rovina con un'ingiusta sentenza, la vita di una donna ultra cinquantenne...

Un ennesimo appello
e una richiesta di aiuto, questa volta da parte di una donna cinquantenne a cui pare che, un giudice corrotto, abbia rovinato la vita.


Se la sentenza è ingiusta, preghiamo chiunque possa e voglia aiutare la Signora di contattarla; i suoi dati sono al fondo.

Denunce In Rete -

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Mi trovo a dover organizzare l'appello e ad affrontare spese notevoli. Lancio un S.O.S...

Sono esausta dopo una causa di lavoro che ha visto avvicendarsi ben tre giudici e che mi lascia distrutta, mentre doveva trattarsi di una semplice vertenza di lavoro come tante.

Il giudice che mi ha rovinata si chiama Claudio Canavero.


No, non voglio rimanere anonima: protesto contro una sentenza che, a mio avviso, è degna dell'INQUISIZIONE di antica memoria. Protesto contro le spese che mi sono stata addebitate: dal momento che l'avversario è un formidabile evasore fiscale e io sono disoccupata da tre anni.

Protesto contro un giudice che non ha neppure tentato una conciliazione tra le parti, come prevede il diritto del lavoro. Protesto contro le lungaggini della cosidetta giustizia.

Protesto contro un giudice di trent'anni che ha sputato sul lavoro che ho svolto per tutta la vita senza neppure rifletterci. PROTESTO contro un giudice che ha ascoltato soltanto gli avvocati dei ricchi, dei padroni: perchè gridano più forte.


Chiedo a chicchessia ogni aiuto possibile: aiuto legale ed economico. Qui sotto, c'è la MIA versione, in una lettera indirizzata a Cristiano Baldi, giudice veramente giusto, disponibile e umano.

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Egregio Giudice,

buona giornata. Ora che la mia causa di lavoro è finita (male) posso credo ScriverLe liberamente e ringraziarLa per la Sua onestà. Purtroppo, Lei è andato via il 20 ottobre e il 27 il suo successore, Claudio Canavero, ha vanificato in pochi minuti tre anni di percorso in tribunale, respingedo tutte le mie istanze, condannandomi a pagare le spese, senza prendere in considerazione testimoni e documenti. Egli non è giudice del lavoro e non ha avuto scrupoli nel rovinare la mia vita, già compromessa da un licenziamento immotivato.

L'iter legale della causa di lavoro è stato particolarmente movimentato....

Ho iniziato a lavorare il 9 maggio 1977 e sono stata licenziata il 30\10\2008, ero segretaria presso il Dott Ajroldi di Pinerolo (To). Ho impugnato il licenziamento il 4 novembre 2008. Il resto è degno di “Striscia la notizia”. Non voglio criticare nessuno, se dovessi dare libero sfogo alle emozioni mi scuso anticipatamente.

Impugnato il licenziamento, l’avv. Maria Braggion di Torino ha incaricato la Dott.ssa Pastore di calcolare le mie spettanze. Il 16 febbraio 2009 dovevamo comparire presso il Tribunale del Lavoro a Torino. Il Dott. Ajroldi era rappresentato dall’avv. Pampaloni. Il 14 febbraio arriva il conto di ciò che mi spetta e i rispettivi avvocati concordano di by-passare l’udienza del 16 febbraio per trattare in via extragiudiziale. Il Dott. Ajroldi cambia legale, rivolgendosi allo studio di Agostino Pacchiana (deceduto il 17 maggio 2011). Le trattative si arenano immediatamente perché, stando a quanto mi spiega l’avv. Braggion, l'avv. Pacchiana è ammalato e non sarebbe etico procedere. Passano i mesi: l'avv. Pacchiana guarisce, poi va in ferie (lui!). I miei "ammortizzatori sociali" finiscono nel settembre 2009. Nel 2008 era già possibile richiedere la cassa integrazione per il dipendente unico di una piccola ditta: ma il dott. Ajroldi non si avvalse di tale opportunità per me, temendo controlli fiscali che potevano risultare scomodi, dato che la crisi non c'era nel nostro settore, e considerando inoltre che è un formidabile evasore fiscale. Non si muove una foglia.

Nel settembre 2009 invio ben 4 raccomandate pregando l’avv. Braggion di restituirmi i documenti se non può seguirmi. Senza rancore, le dico che se non ha tempo da dedicarmi mi rivolgo altrove: telefono, scrivo…. Non ricevendo risposta di alcun genere, vado nel suo studio e appena mi vede la signora si precipita giù per le scale, dandosi praticamente alla fuga. Non abbiamo mai avuto motivi di scontro e il rapporto è sempre stato corretto. Per farla breve: non rinuncia alla causa, ma non va avanti.

Nell’ottobre 2009, un anno dopo il licenziamento, decido di sbloccare la situazione affiancando all’avv. Braggion il nostro avvocato di famiglia: l’avv. Massimo Fossati di Pinerolo. Che si incarica di attivare la collega e di affiancarla, sbrigando con assoluta puntualità e rapidità tutte le pratiche presso il tribunale di Pinerolo. Sarà sempre presente alle udienze. Il 30 ottobre 2009 il ricorso, preparato dall’avv. Braggion, viene depositato a Pinerolo.

Sebbene avessi nominato un secondo difensore con pari facoltà, non lo ha coinvolto nella preparazione del ricorso.

Il 23 novembre e il 26 dicembre vandali ignoti (ma non troppo ??) mettono selvaggiamente a soqquadro il mio appartamento: sporgo regolare denuncia presso i carabinieri di Torre Pellice. Il maresciallo Sciortino e l’appuntato Ferrarini raccolgono la mia deposizione e le foto che ho scattato. Per puro caso, certi testimoni dell’avversario vivono nelle immediate vicinanze di casa mia. Sono amici suoi e vicini di casa miei. Ma è un puro caso. Il 20 gennaio siamo in tribunale. Il giudice Salerno mi riconosce subito la qualifica superiore di terza categoria super A e propone un accordo di 15mila euro. Rifiuto perché, dai conti rifatti ben tre volte, due volte a Torino dalla Dott. Pastore e una volta a Pinerolo dal geometra Ricca, mi spetta ben di più. Alla mia età, dopo aver intentato una causa sindacale a un potente del posto, trovare un lavoro tutelato risulta improbabile. L’avv. Braggion non c’è e l’avv. Pacchiana rileva varie lacune nel suo ricorso. Agostino Pacchiana sostiene inoltre che i miei diritti sono prescritti: impossibile perché non potevo certo rivendicarli mentre lavoravo ancora. Sarei stata licenziata molto prima. Il dipendente unico è ricattabile, soprattutto se single. Il giudice Salerno decide di ascoltare i testimoni sulle ore in più in cui lavoravo.


Torniamo in aula il 23 marzo: l’avv. Pacchiana sostiene che i conti delle mie spettanze non sono stati proposti nel modo giusto e convince il giudice Salerno a rinviare i testimoni già convocati tramite l’ufficiale giudiziario. L’avv. Braggion non c’è. Le differenze retributive che sfumano erano di circa 40mila euro. I testimoni vengono allontanati e mai più risentiti.

Nuovo round il 20 aprile: stavolta l’avv. Braggion c’è e chiede al giudice Salerno di riammettere i testimoni, sostenendo che i nostri conti sono stati esposti in modo corretto. L’avv. Pacchiana dice che il suo cliente si sente minacciato da una lettera anonima che accennerebbe alla sua formidabile attività di evasore fiscale. Lavora tuttora a pieno ritmo e non denuncia neppure la metà di quanto percepisce. Se dopo tre anni lavora ancora, quale crisi aveva nel 2008 ? D'altra parte, chiedo semplicemente che sia riconosciuto e retribuito il mio lavoro, che si protraeva ben oltre l'orario contrattuale, non sono interessata a nessuna vendetta. Mi sento minacciata dagli atti vandalici. Non è mia intenzione spaventare, né rovinare chicchessia: semplicemente, mi ha licenziata dicendo che non ha lavoro, ma il lavoro c’è. Mi dava 700 euro mensili dopo trentun anni e mezzo: una cifra che ricava netta in un pomeriggio di lavoro. Capisco che un giocattolo usato venga a noia: ma poteva lasciarmi la mia briciola fino ai 35 anni di contributi. Il giudice Salerno propone un incentivo all’esodo di 27.000 euro netti. Agostino Pacchiana chiede un accordo tombale in tal senso: chiede pure il silenzio stampa e il silenzio fiscale.

Io ritengo la “tomba” troppo stretta, è un sarcofago scomodo e a fare la mummia non ci sto.
L’avv. Braggion sarebbe ben lieta che accettassi, per seppellire nel sarcofago anche le sue dimenticanze. L'11 maggio 2010 l'avv. Braggion mi convoca dicendo che la controparte è disposta a chiudere con 35mila netti per me: accetto e la mia avvocata prepara un documento ineccepibile. Ma durante l'udienza del 26 maggio gli avversari negano qualsiasi accordo: il Giudice decide di non ammettere i miei testimoni e rinvia il tutto al primo ottobre.


A fine giugno revoco il mandato all'avv. Braggion, di cui non so più nulla. L'avv. Fossati, che mi rappresenta, propone agli avversari di trattare durante l'estate, ma rifiutano. L'udienza del primo ottobre viene rinviata al 26 ottobre per una nuova, ennesima malattia del difensore dell'avversario, l'avv. Pacchiana. Dal 26 ottobre slitteremo ulteriormente al 30 novembre. Sono priva di paracaduti sociali da oltre un anno.

L'avv. Braggion dichiara di non sapere del rinvio, nè di essere stata revocata: questo sebbene la ricevuta di ritorno sia tornata regolarmente indietro. Il resto è silenzio. Il 30 novembre 2010, il giudice Cristiano Baldi riammette i testimoni e accetta tutte le nostre domande. Il 12 maggio 2011 i testimoni vengono ascoltati e sono tutti lucidi e circostanziati. Cristiano Baldi è stato uno dei pochi professionisti corretti incontrati in questa vicenda. Gli esprimo qui la mia totale stima.

Nel giugno 2011, il giudice Cristiano Baldi viene trasferito
alla Corte dei Conti e sostituito dal giudice Claudio Canavero (che non è un giudice del lavoro) che il 28 ottobre, senza neppure tentare una mediazione tra le parti, senza soffermarsi sulle varie circostanze, respinge tutte le mie richieste condannandomi addirittura al pagamento delle spese.

Una sentenza secondo me assolutamente ingiusta e frettolosa.

Grazie per la Sua attenzione. Mi ritrovo ora disoccupata, ultracinquantenne e con notevoli problemi. Gli avversari hanno basato le loro argomentazioni sul fatto che, quando lavoravo da Ajroldi, lavoravo anche altrove: è vero, dal 1989 al febbraio 2011 ho lavorato in nero (non per mia scelta) presso il settimanale "Monviso" di Pinerolo come giornalista pubblicista: ci andavo al mattino o la sera tardi, quando uscivo dallo studio medico, e lo facevo per completare lo stipendio del medico (700 euro mensili, dopo trent'anni..). La collaborazione con il settimanale è sfociata in una seconda causa di lavoro. Non capisco perché non accettano che io potessi svolgere due lavori, come tanti.



Edi Morini, Via Parri 5, 10066 Torre Pellice (To)
nata a Parma il 10\12\1958

mail di contatto:
edimorini129@hotmail.com

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Post Relazionato:
Poliziotti e Carabinieri corrotti in tutta Italia
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/03/poliziotti-e-carabinieri-corrotti-in.html

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Link diretto a questo post:
http://denunceonline.blogspot.com/2011/11/claudio-canavero-giudice-corrotto.html
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Quest' articolo, è stato trasformato anche in knol:
http://knol.google.com/k/cuau/claudio-canavero-giudice-corrotto/2qb9ggeatnac7/6#view
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09 lug 2011

Depilzero.com, sito truffa

Depilzero.com: sito truffa! Attenzione!!

Ecco un'altra segnalazione pervenutaci, in merito ad un ennesimo sito Truffa su internet.

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Vorrei segnalare il sito www.depilzero.com di cui sono stata vittima

Due mesi fa, ho acquistato quello che sarebbe dovuto essere un macchinario per la depilazione a luce pulsata, pagando ben 1199€ con la carta di credito (somma addebitata il 23/05).

L'apparecchio non è mai pervenuto al mio indirizzo e, nonostante numerose telefonate e e-mail in cui chiedevo il rimborso, l'azienda in questione (si presenta quale Cosmoestetica, però attenzione perchè ce ne sono altre con lo stesso nome e assolutamente in regola) -il cui indirizzo geografico risulta essere a Catania, mentre il numero telefonico del call center ha il prefisso di Milano (0240043002)- non ha ancora effettuato il bonifico.

Ieri (05/07) una loro dipendente presentatasi quale Antonella Pappalardo mi ha scritto una e-mail nella quale mi comunicava che avrei ricevuto i soldi entro la fine della settimana.

Ovviamente, non ci ho creduto e, nonostante mi sia rivolta alle autorità, sento l'obbligo di avvertire la gente a non fidarsi del suddetto sito.



Andreja
volim.krem.brule@gmail.com

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Risposta dal Forum di Luogo Comune:
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=6425&forum=32

"Se hai pagato con carta di credito potevi fare richiesta di avere i soldi indietro direttamente alla tua banca (payback). Certo che dopo due mesi (o piu') e' troppo tardi.

Informarsi prima di pagare..."

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Aggiornamento 13-07-'11:

Me li hanno restituiti! Il bonifico è stato effettuato venerdì mattina, tramite la banca INTESA SAN PAOLO, filiale di Catania. Non mi hanno restituito l'intera somma-mi è stato restituito il costo del apparecchio (1198 euro), mentre si sono tenuti le spese per "la spedizione".
Comunque, SCONSIGLIO IL SUDDETTO SITO!!!! E spero che nel futuro sarò più attenta e meno ingenua.

Andreja
volim.krem.brule@gmail.com

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Altre Testimonianze, dalla Rete:
http://forum.alfemminile.com/forum/f99/__f10233_f99-Epilatore-a-luce-pulsata-depilzero.html

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I Dati dell'autrice dell'articolo verranno resi noti ad organi competenti o di giustizia qualora ne facessero richiesta.

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Post Relazionato:
Siti su internet che truffano la Gente!
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/04/siti-truffa.html
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Link diretto a questo post:
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/07/depilzerocom-sito-truffa.html
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Quest' articolo, è stato trasformato anche in knol:
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05 lug 2011

Ergastolo Ostativo: "La pena di morte viva": la verità nascosta

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Abbiamo ricevuto alla nostra e-mail, questo testo che diffondiamo subito.

Un'ennesima "Verità scomoda" tutta italiana, una pena completamente anti-costituzionale..

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Ergastolo Ostativo: "La pena di morte viva": la Verità nascosta.

https://docs.google.com/leaf?id=1RIk-zCJyZF7a_4KUPNry4DlVJqfBoVnxQZZi09KnkTtDeO2489338jBF5UEt&sort=name&layout=list&num=50

È da tanti anni, prima di molti altri, persino degli stessi giudici, avvocati e addetti ai lavori, che ho scoperto che in Italia esiste “La Pena di Morte Viva”.

È da tanti anni che parlo e scrivo che la pena dell’ergastolo ostativo è peggio, più dolorosa è più lunga della pena di morte;

che è una pena di morte al rallentatore;

che ti ammazza, lasciandoti vivo, tutti i giorni sempre un po’ di più;

che in Italia ci sono giovani ergastolani che al momento del loro arresto erano adolescenti, che invecchieranno e moriranno in carcere;

che solo in Italia, in nessun altro Paese in Europa, esiste la pena dell’ergastolo ostativo, una pena che non finirà mai se non collabori con la giustizia o se al tuo posto non ci metti qualche altro;

che la pena dell’ergastolo va contro la legge di Dio e digli uomini, contro l’art. 27 della Costituzione, che dice “Le pene devo tendere alla rieducazione”, e alla Convenzione della Corte europea.


Ora, queste cose non le dico solo più io.

Ora queste cose vengono dette anche dalla Magistratura di Sorveglianza: in Italia esiste una pena che non finisce mai, esiste “La Pena di Morte Viva”: l’ergastolo ostativo (art. 4 bis O.P)


Nella rivista Ristretti Orizzonti anno 12, numero 3 maggio-giugno 2010 pag. 34 Paolo Canevelli, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia rilascia questa dichiarazione:


(...) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice penale, non so se i tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull'ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l'ergastolo, è vero che ha all'interno dell'Ordinamento dei correttivi possibili, con le misure come la liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l'ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere.
Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di autori di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita.
(Roma 28 maggio 2010, intervento al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità).



Carmelo Musumeci - Carcere Spoleto


PERCORSI SBARRATI-" Video sull'ergastolo ostativo, prodotto dagli ergastolani:

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Salve,
mi chiamo Mita.

Sono un'amica di Carmelo Musumeci che è un ergastolano ostativo, in carcere da 20 anni, attualmente è nel carcere di Spoleto.

Divulgo gli scritti di Carmelo che da anni lotta per l'abolizione dell'ergastolo ostativo.

Carmelo è abbastanza "famoso" in internet perchè ormai molti siti e giornali pubblicano i suoi scritti che io e altri diffondiamo (i denuti non possono accedere ad internet, quindi Carmelo spedisce a noi il cartaceo dei propri scritti).

io sono solo una delle tante del gruppo che diffonde gli scritti di Carmelo Musumeci. Dietro a Carmelo c'è un "movimento" di amici molto vasto.

Di seguito a questa vi invio un altra mail con altre informazioni.
cerco una spiegazione tecnica dell'ergastolo ostativo.

Comunque in poche parole:

l'ergastolo ostativo disciplinato dall'art 4 bis prevede (a differenza dell'ergastolo ordinario) che gli ergastolani siano esclusi dai benefici penitenziari (es permessi premio, semilibertà, ecc)



Grazie

Mita


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Altri documenti inviatici da Mita:


Sulla Definizione e spiegazione dell'Ergastolo Ostativo:

https://docs.google.com/leaf?id=1seiv_i4BcY425CJ_4RU1WYLB9_kYjqYuKSc_BPsjG_ObodZlvzh6LzqM39Yh&hl=it
https://docs.google.com/leaf?id=1j0O5Bcx7txJiiz1oL-xf4xc_Vs0IsJxoIPMHitVYBOs-1s5SVq-1ZCY57VC0&hl=it


Sul Caso di Carmelo Musumeci:

https://docs.google.com/leaf?id=1gOHKlBqxRQVavnAFp3ce4xfJIZYBMTOhcUPpWbOD03xnjS94qO22v-eakJsH&hl=it
https://docs.google.com/leaf?id=1l1sEE8OM5IXHEM3yutxecOxAjhWUEwsXnPMJYeBt6bm_JxQKIKXgg5v1oaYD&hl=it
https://docs.google.com/leaf?id=1J_JQma194CrBk7Jy4uTYigEqSBELejPkXnTqyhoQXgIm0rAGaWTGmnl2nFC9&hl=it


Lettera aperta degli ergastolani a Papa Benedetto XVI


https://docs.google.com/leaf?id=1eAIxx1tgPxBclTSbaqn2d3pqmBzOdCo2iyIneouNXex3XvtLTURkUPjjuNAo&hl=it

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Estratti:

"
Pochi sanno che i tipi di ergastolo sono due: quello normale, che manca di umanità, proporzionalità, legalità, eguaglianza ed educatività, ma ti lascia almeno uno spiraglio; poi c’è quello ostativo, che ti condanna a morte facendoti restare vivo, senza nessuna speranza"

"L’ergastolano del passato, pur sottoposto alla tortura dell’incertezza, ha sempre avuto una speranza di non morire in carcere, ora questa probabilità non esiste neppure più.
Dal 1992 nasce l’ergastolo ostativo, ritorna la pena perpetua, o meglio la pena di morte viva."


Cosa si intende per ergastolo ostativo?


"Quando parliamo di ergastolani ostativi non stiamo parlando di pedofili o di gente che ha ammazzato figli e mogli; stiamo parlando di chi è stato condannato per reati di associazione mafiosa. Il carcere ostativo è per gli imputati che hanno preso l’ergastolo per reati di mafia e sono ostativi perché nessuno di loro collabora con la giustizia; chi non collabora non ottiene i benefici penitenziari. Ma è bene precisare che il padre di famiglia che rimane dentro perché ha scelto di non collaborare non lo fa sempre per scelta consapevole o omertà, ma è anche paura di ripercussioni su loro stessi una volta usciti o sulla loro famiglia.

Gli ergastolani in Italia oggi sono circa 1400, la stragrande maggioranza dei quali provenienti dal sud; l’ostatività nasce dall’inasprimento delle pene come risposta dello Stato dopo i reati di mafia, più o meno negli anni 90.

La maggior parte di loro ha già scontato all’incirca 20 anni e l’ergastolo ostativo sta venendo fuori adesso perché, dopo i 20, normalmente uno può chiedere la semi - libertà. A tutti quanti è stata negata poiché in base all’art. 4 bis non vi è traccia nelle loro cartelle di collaborazione con la giustizia. Non è che uno nasce con l’ergastolo ostativo; molte volte non si sa neanche di averlo finché non si scopre che la magistratura ti rifiuta i benefici in quanto non risulti collaboratore."

Qual è la vera contraddizione del'ergastolo ostativo?

"Non si tratta di tirar fuori delinquenti dalla galera a tutti i costi, ma di dare una possibilità a chi ne avrebbe diritto. In carcere, per ottenere i benefici occorrono il diritto ed il merito: per gli ostativi non si arriva al merito, non si arriva a stabilire se hai fatto un percorso tale per cui psicologi, direttore del carcere ecc.. possano presentare una relazione su di te e su quanto tu sia cambiato; non ne hai diritto perché non ha collaborato.

Allora qui il principio educativo non c’è proprio, il famoso art. 27 non serve assolutamente a niente. Che senso ha tenere in galera uno tutta la vita con la prospettiva di non uscire mai; educarlo per cosa, per portarlo alla tomba? Il nostro è uno Stato che per certi versi ha una giustizia assolutamente "lassista" e che per altri, invece, fa pagare in maniera ingiusta e spropositata."

"..allora ecco che viene agevolato il pentito, che poi esce ed ammazza nuovamente, piuttosto di chi sta in galera perché non vuole esporre la propria famiglia a rischi."

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Link diretto a questo post:
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/07/ergastolo-ostativo-la-pena-di-morte.html
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Quest' articolo, è stato trasformato anche in knol:
http://knol.google.com/k/denunce-in-rete/ergastolo-ostativo-la-pena-di-morte/fuim2rk2bfhv/28#view
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04 lug 2011

Carabinieri ed Avvocati corrotti ad Albisola (SV)

Carabinieri ed Avvocati corrotti ad Albisola Superiore (SV)



Pubblichiamo tal quale, così come ci è pervenuta, questa lettera; i dati del denunciante, sono al fondo.

La Denuncia, da quanto si disprende dalla stessa, riguarda soprusi ed abusi di potere subiti da un cittadino, protratte da parte di appartenenti all'Arma dei carabinieri di Albisola (SV) in combutta con due Avvocati (truffe, seguite da minacce).

Si tratterebbe di una Causa persa; resta tutt'ora in corso cioè, solo quella fatta ai danni dei due Avvocati citati, al loro Ordine di appartenenza.

Il Denunciante chiede Aiuto.
Chiunque possa proporzionarglielo, è pregato di rispondere a quest'ennesimo Appello.

Denunce In Rete -

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Questo documento è nato per denunciare ai Consigli dell'Ordine degli Avvocati di Savona e di Genova,

https://docs.google.com/document/d/1V7jTzeJhB4-jWPwQyKBo9CgEQvybb56XTZhg5fEVdks/edit?hl=it


come indicato nella mia comunicazione dell'Ottobre 2010 al Consiglio di Savona,
gli avvocati Luciano Chiarenza e Massimiliano Giugurta
,

i quali, "attraverso commissioni ed omissioni, in palese e determinata violazione del Codice di Deontologia dell'Ordine Forense nonché del Codice Penale" in qualità di miei patrocinatori ed abusando della fiducia di cui, come tali, erano destinatari, mi avevano "volontariamente, gravemente danneggiato e peggio."

Stilandolo mi sono reso conto che non potevo non collegare all'infedeltà dei due legali, infedeltà altrettanto apparentemente inspiegabili da parte di un'altra coppia di persone che avevano anch'esse dovuto ricorrere alla violazione del codice penale, dei miei diritti costituzionali, dei miei diritti civili.

Altro particolare in comune è il fatto che vi sia stato un unico beneficiario della "revoca" dei miei diritti sia per l'azione dei due legali, sia per l'azione degli altri.

Non da ora mi sono accorto di tali affinità e finora pensavo, male, che sarei arrivato ad avere ragione dei maramaldi attraverso un'azione metodica ma mi sono accorto di quanto ciò sia superiore alle mie forze.

Sono arrivato perciò alla determinazione di stilare un documento "comune" per tutte le sedi di denuncia, con lettere di accompagnamento diverse.

Di rinunciare senza reclamare, neanche a parlarne: una persona aggredita di notte per strada prova l'impulso di urlare, e non si cura di turbare il sonno di alcuno, tantomeno lo trattiene il pensiero della possibilità che nessuno possa udirlo, anzi più tempo trascorre dalla richiesta d'aiuto senza alcun intervento più l'aggredito urla, e più forte. Così sono io, vittima di violenza giornaliera da ormai sette anni.


I rei:

la beneficiaria è tale Mariateresa Lupano, nata a Torino il 22 dicembre 1951


la prima coppia, in ordine di tempo, è composta da:


-Andrea Giordano, nel 2004 vice brigadiere alla Stazione Carabinieri di Albisola Superiore

-Salvatore Napoli, nel 2004 ed anche in seguito Maresciallo Comandante della stessa Stazione


la seconda coppia, è composta dai nominati:

- Luciano Chiarenza e Massimiliano Giugurta


I fatti,

per quanto possibile, sinteticamente:


la Lupano nel 2001, dico ex post perché allora per me era un'amica, si intrufolò in casa mia e con essa la di lei figlia Roberta Bordino nata a Pinerolo il 16 marzo 1982.

Nell'aprile 2003, essendo entrato in possesso di una rilevante, per me, somma di denaro, istituii con la Lupano una società in accomandita semplice che acquistò la licenza di un bar sito in Albisola Superiore; sia la costituzione che il successivo acquisto furono fatti a mie esclusive spese. Le quote di proprietà della società erano mie per il 90%, della Lupano per il 10%.

Gli utili venivano ripartiti in percentuale opposta, essendo io titolare di pensione di invalidità e non avendo bisogno di altri introiti ma di conservare il capitale.

La Lupano era unica socia accomandataria e titolare del 90% degli utili avendo bisogno di lavorare e di "marchette".


Oltre a lavorare nel bar per oltre dodici ore al giorno, io tenevo la contabilità dei miei pagamenti in favore della Lupano, dei suoi familiari e della società in modo obiettivamente molto preciso, visto che ne avevo l'interesse.

Sono sicuro, ora, visto il successivo andamento delle cose, che la Lupano già dall'autunno 2003 cominciò ad appropriarsi per i suoi personali bisogni dei fondi sociali, da quando cioè la figlia Roberta Bordino ed il di lei boy-friend, avevano perso il lavoro, ma non il bisogno di denaro.

La Bordino non voleva saperne di venire a lavorare nel bar perché, a detta della madre, "non le piaceva il mio carattere". Io purtroppo controllavo, ovviamente, anche la cassa e la Lupano quindi doveva, come ho già denunciato in altra sede, eliminarmi letteralmente dalla scena per impossessarsi, "legittimamente" e senza dover rendere conto, della cassa prima e della società poi, cose che portò entrambe a buon fine.


La Lupano cominciò, a mia insaputa, a stringere una "affettuosa amicizia" con un cliente del bar.

In questa sede devo tagliare corto. Dirò che me ne fece di cotte e di crude, come si suole dire; non sapevo più da chi guardarmi, e purtroppo l'unica persona che ancora non potevo considerare un pericolo era proprio la Lupano.

Fui da lei sottoposto ad ogni sorta di violenza morale e psicologica, col raggiro mi fece stilare dei "documenti" che poi avrebbe esibito in aula


nei due processi civili – al proposito credo fosse già in contatto con un legale – che Chiarenza e Giugurta avrebbero intentato, dico io, "a mio nome ma non nel mio interesse";

fui malmenato a più riprese, in pubblico, da quello che non sapevo fosse l'amante della Lupano, riportandone lesioni.

Sicuramente il motivo furono le continue e gravi diffamazioni e calunnie di cui fui informato solo in seguito e che i suoi legali non si fecero mancare nemmeno in causa.


Fece anche amicizia col vicebrigadiere Andrea Giordano il quale in un'occasione mi denunciò per due reati diversi, seppure uno depenalizzato – 651 c. p. e 688 c. p. – per gli stessi fatti;

credo che abbia commesso un reato ai miei danni ed abbia ottenuto ciò che la Lupano gli chiese chiamandolo ad intervenire nei locali del bar dove ella mi stava derubando, ovvero la mia intimidazione.

Il vicebrigadiere inoltre omise dalla denuncia del reato più grave particolari significativi che avrebbero portato molto probabilmente il giudice a decisioni diverse.

In quell'occasione la Lupano ebbe la faccia talmente tosta da fare intervenire il carabiniere nei locali dell'azienda dove e della quale ella mi stava derubando, ottenendo incredibilmente lo scopo prefissato.

Della difesa incaricai il Chiarenza.


Naturalmente posso qui parlare perché pagai per entrambi i reati. Da quell'episodio uscii molto malconcio, ma ancora non volevo allontanarmi e lasciare tutto in balia della criminale: avevo investito tutti i miei averi in quell'attività.

Ma la Lupano non demorse e, in un suo delirio di onnipotenza, cercò anche di uccidermi

(non posso provare la cosa, ma testimonianze di persone che colsero sue esternazioni, l'evidente mancanza di scrupoli, l'odio dimostrato allora ed in seguito, la convenienza economica e l'avidità dimostrate, testimoniano in tale senso.)

Ovviamente mi dovetti allontanare dal bar, come dissi al Chiarenza, «per istinto di conservazione».


Dopo pochi mesi, nella primavera del 2005, inviai alcune raccomandate, nella mia veste di socio di maggioranza, alla Lupano quale legale rappresentante della società. Non ricevendo risposta mi rivolsi all'avvocato Chiarenza a cui narrai ogni cosa anche se per sommi capi.

Il Chiarenza prima mi convinse che ero io che avevo rischiato di uccidermi e non la Lupano che aveva cercato di farlo;

credo che la giurisprudenza sia orientata diversamente ed anch'io lo ero, però in quel momento non ero "psicologicamente fragile", ero "psicologicamente distrutto".


Gli chiesi di denunciare la Lupano perché non mi rendeva conto della società e non mi corrispondeva gli utili, ma Chiarenza escluse le vie penali e concluse l'incontro, a cui era presente anche l'Avvocato Giugurta, prima di allora a me perfettamente sconosciuto, con un «dimostriamo la mala gestio della signora e lei si riprende il bar».


Successivamente, però, i due mi fecero firmare due mandati; uno alla persona del Chiarenza e l'altro, a quelle del Chiarenza e del Giugurta, mandati che, mi accorsi dopo mesi, nulla avevano a che fare con la "mala gestio".


Erano due cause di richiesta di restituzione dei prestiti che avevo fatto alla Lupano ed alla società, società mia al 90% che, se fosse stata condannata a pagare, avrebbe fallito.


Molto presto mi accorsi della superficialità (oggettiva) innata (a mio parere) dell'Avvocato Giugurta, ma non riuscii a revocargli il mandato; ora, sì che questo è un paese di raccomandati, ma ecco cosa successe:

cercai di liberarmi del Giugurta, appellandomi più volte al Chiarenza, il quale prima prometteva, ogni volta, che avrebbe preso lui in mano il tutto, per poi farmi ritrovare davanti sempre il Giugurta, un altro incubo senza possibilità di risveglio.


Successe almeno tre volte. In seguito, parlando con diverse persone, avrei detto dello stesso Giugurta che non era persona a cui avrei affidato i miei calzini da lavare, per dire come lo valutassi in fatto di capacità organizzativa in generale, eppure

dovetti affidargli i miei interessi perché entrambi i due, il Chiarenza ed il Giugurta, approfittarono delle mie condizioni psicologiche, esattamente come la controparte da cui avrebbero dovuto difendermi.



D'altronde credo di fare un torto al Giugurta ritenendolo unico responsabile del disastro rappresentato dalle cause: le cause stesse erano improponibili, erano cause senza senso, non era stato chiesto il sequestro conservativo neanche della mia parte di beni sociali, di cui la Lupano si era in parte appropriata, e di cui continuò ovviamente ad appropriarsi, «con calma e continuità nel tempo» come ho descritto la cosa in altra denuncia.



Al proposito delle cause messe su dai due legali (a mio nome ma non nel mio interesse, come dico io) nel 2008 l'avvocato Fxxxxxxx mi avrebbe detto che non mi avrebbe assistito nelle due cause perché erano «cause perse» e perché «non voglio fare brutte figure».

Ma anche l'avvocato Mxxxx Pxxxx del Foro di Savona, che assunse l'incarico successivamente, sfogliando gli atti intercalava frasi del tipo «… ma cosa hanno combinato quei due?!» e simili, peraltro senza cavare un ragno dal buco neppure lui che evidentemente non aveva problemi a fare brutte figure, visto che appunto assunse le cause.

Quando, nella primavera del 2007, mi vennero finalmente i primi sospetti che la Lupano volesse continuare a gestire il bar sfruttandolo fino all'osso perché ormai, grazie alla sua gestione, il suo 10% era praticamente uguale a zero, inviai due comunicazioni al Chiarenza ed al Giugurta per spronarli ad evitare il peggio.

Finalmente riuscii ad incontrarli, dopo mesi che cercavo di parlare con loro senza riuscirci. Credevo, per l'ennesima volta, di parlare solo col Chiarenza ma, vedendo nello studio anche il Giugurta dissi testualmente che non mi rappresentava più. Niente: anche allora non riuscii a liberarmene. Mi toccarono citazioni "dotte" in latino (nell'alta tradizione dell'Azzeccagarbugli manzoniano), ma non riuscii a farli impegnare nella difesa del mio portafogli, anzi! L'avvocato Chiarenza fu impareggiabilmente comico, ora che ci penso (allora non avevo voglia di ridere), quando affermò testualmente che «probabilmente, non si sa mai perché nelle teste dei giudici volano anche le mosche … ma probabilmente dovremmo vincere queste cause». Infine, quando presero piede perché ero smarrito di fronte alle loro palesi frottole, continuarono con metodo mafioso chiedendomi altro denaro; ma non pagai: finalmente, ed era ora, cominciavo a sospettare qualcosa.

I due non si fecero mancare nemmeno gli insulti, uso il plurale perché fui insultato con nettezza solo dal Chiarenza, ma in presenza del Giugurta che non si sottrasse alla collaborazione, anzi.


Il Chiarenza si comportò come tanti bulletti da bar che mi è capitato di incontrare, probabilmente aveva qualche problema di affermazione personale o di auto accettazione per prendersela con una persona perbene come me; d'altronde, si fosse trovato davanti una persona con la sua stessa capacità, inclinazione, propensione e facilità di delinquere, sarebbe stato molto accorto non solo alle frasi usate, ma alle prestazioni professionali che, sono sicuro, sarebbero state impeccabili.

Il clima pesante di intimidazione continuò con la minaccia di abbandonare la mia difesa e dicendo, secondo il manuale del perfetto manipolatore, che proprio alla Guardia di Finanza non dovevo rivolgermi (evidentemente tutti hanno degli scheletri nell'armadio) ma, finalmente rotto l'incantesimo, dovetti più volte dire «Io non ho niente da nascondere!».


Per narrare del ruolo avuto dal maresciallo "Napoli", evidentemente anch'egli amico della Lupano, nella vicenda occorre mettere in sequenza temporale alcuni fatti:


- venerdì 20 aprile 2007 ;

la Lupano firmò, a mia insaputa, un contratto di cessione in affitto di azienda (il "mio" bar) a tale Marcello Lombardo; per tale atto, sarebbe stata condannata in primo grado per truffa nel marzo 2010.

- sabato 28 aprile ;

sentendomi ingannato dalla Lupano ed abbandonato dai miei legali ed avendo deciso di presentare denuncia alla Guardia di Finanza, inviai tre SMS alla Lupano in cui la ammonivo (genericamente) a smetterla di mentire; non scendevo in particolari perché ella sapeva perfettamente che mi stava derubando.

La Lupano, conoscendo la mia natura non violenta e rispettosa delle regole, non poteva assolutamente temere un "danno ingiusto" ex art. 612 c. p.
ciononostante l'appena truffatrice Lupano lo stesso giorno 28 si recò alla Stazione dei Carabinieri di Albisola Superiore dove presentò denuncia per minacce come detto.

Il maresciallo Napoli non effettuò alcuna indagine evitando chissà perché di chiedere quale fosse il movente del delitto, la prima domanda che chiunque si farebbe

- lunedì 30 aprile ;

presentai due esposti alla Guardia di Finanza di Savona

- mercoledì 2 maggio ;

sempre a mia insaputa, il contratto-truffa della "mia" azienda venne depositato alla CCIAA di Savona

- giovedì 3 maggio ;

in una delle udienze delle due cause civili, la Lupano mi truffò ancora facendo rinviare l'udienza, dicendo che erano in corso «concrete trattative» tra le parti, d'accordo con i miei legali

- lunedì 14 maggio ;

finalmente riuscii ad incontrare il Chiarenza con gli esiti descritti

- il 26 maggio :

mi fu notificato l'avviso di garanzia

- il 28 maggio ;

il maresciallo Napoli scriveva al Procuratore della Repubblica che «poiché dalle indagini espletate» [come detto nessuna indagine n. d. r.] «è emersa la fondatezza della notizia di reato» ecc., dichiarando falsamente al Magistrato l'esistenza di prove in modo che fosse iniziato contro di me un procedimento penale

lo stesso 28 maggio,

avvertivo della cosa telefonicamente il Chiarenza chiedendogli nuovamente di intervenire perché mi sentivo molestato (avevo appena compilato l'ennesima dichiarazione dei redditi e di nuovo dovevo pagare le tasse per redditi non percepiti ed anche quello mi era molesto); mi rispose «la signora la denuncia per minacce e lei dice che la molesta?»

Alla faccia dell'avvocato! Detto per inciso, cosa che riferii al Chiarenza, allora assumevo farmaci regolarmente prescritti che possono provocare amnesia, quindi non potevo essere certo, allora, che in un momento di esasperazione avessi veramente minacciato telefonicamente la Lupano: il Chiarenza, al proposito, mi disse di smetterla di prendere quelle medicine, non sapendo fare l'avvocato evidentemente voleva darsi alla medicina


Solo nella primavera del 2011 ho saputo che la denuncia era stata archiviata per "l'infondatezza della notizia di reato".


Posso attribuire frasi ai due legali perché ho registrato diversi colloqui con essi. Infatti, c'è anche di peggio.

Li ho denunciati alla Procura della Repubblica per infedele patrocinio, minacce, ingiurie e violenza privata: tutto archiviato, il Chiarenza è un "pezzo grosso",

è, o è stato, Presidente della Camera Penale di Savona.


É possibile che tutto ciò, si sia dovuto al fatto che il consuocero della mia socia è un Carabiniere in pensione; come un ex carabiniere è anche l’avvocato Chiarenza:

tutto sarebbe perciò avvenuto come "favoritismo" fra ex-colleghi (appartenenti cioè, a due caste/lobby: quella dei Carabinieri e quella degli Avvocati, appunto);

non so come spiegarmi, altrimenti, le ripetute violazioni di leggi e doveri da parte sia di appartenenti all’Arma dei Carabinieri, che degli Avvocati.



- - -

i Dati del Denunciante, inviatici tramite e-mail, sono:

Luigi Porchi
nato a: Reggio di Calabria, il 27 novembre 1954
residente in: Via Lanfranco, 6/1
17011 Albisola Superiore (SV)

e-mail: eipazzisietevoi@yahoo.it

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AGGIORNAMENTO 10-07-11

Ricopiamo la risposta del Sgr Fabio Del Toro, dal sito di Denunceitaliane.it, a beneficio di tutti.

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http://www.denunceitaliane.it/forum/abuso-di-potere-/21-denunciare-un-avvocato-vade-mecum.html?limit=6&start=6#240

Salve signor Del Toro. Io ho denunciato due avvocati: Infedele Patrocinio, Minacce, Violenza Privata sulla base di registrazioni ambientali da me effettuate - penso che fossero configurabili anche i reati di Truffa, Millantato Credito, altri ma la storia è lunga. Adesso vorrei ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Potrebbe aiutarmi?

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http://www.denunceitaliane.it/forum/abuso-di-potere-/21-denunciare-un-avvocato-vade-mecum.html?limit=6&start=6#242

A dire il vero, ho già praticato per il mio caso la procedura presso la corte europea dei diritti dell'uomo.

Nel mio caso però sono incappato nella bocciatura più classica: si deve sempre aspettare di aver concluso fino in fondo TUTTE ( e dico assolutamente tutte ) le procedure nazionali possibili

Allora, prima di spendere troppe energie sulla cosa si deve dimostrare a quella corte europea che le cose possibili da fare in Italia sono state fatte tutte.

Se quei signori di Strasburgo si dovessero convincere che uno o più livelli di giudizio interni al nostro ordinamento sono rimasti in sospeso, non perseguiti, la procedura europea si estinguerebbe immediatamente.

Per il momento posso solo dire che ho davvero 18.000 impegni e nuove attività da seguire dunque non potrei e non potrò dedicarmi come vorrei a seguire questa sua vicenda.

Posso limitarmi a un qualche consiglio ogni tanto...
per intanto metto a disposizione questo link: dl.dropbox.com/u/29279042/modulistica.pdf

Si tratta della modulistica ( parziale ) che avevo riempito a suo tempo per aprire la procedura che venne aperta ma che poi non ha sfondato.

ci sentiamo presto

Fabio

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Post Relazionato:
Poliziotti e Carabinieri corrotti in tutta Italia
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/03/poliziotti-e-carabinieri-corrotti-in.html

---
Link diretto a questo post:
http://denunceinrete.blogspot.com/2011/07/carabinieri-ed-avvocati-corrotti-ad.html
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Quest' articolo, è stato trasformato anche in knol:
http://knol.google.com/k/denunce-in-rete/carabinieri-ed-avvocati-corrotti-ad/fuim2rk2bfhv/27#view
---
L'autore ha pubblicato anche su:
http://www.denunceitaliane.it/forum/abuso-di-potere-/238-perseguitato-da-carabinieri-ed-avvocati.html#237

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27 giu 2011

Domande per Fabio del Toro

Lettere per Fabio del Toro


Abbiamo deciso di aprire questo post perchè molta gente cerca di comunicarsi con Fabio del Toro, ma non ci riesce; non riesce cioè a entrare nel sito di DENUNCEITALIANE.IT, per via di loro disservizi interni del software, presumiamo.


Anche a noi hanno bloccato l'accesso, non sappiamo se per errore o altro, comunque è così; per cui, non possiamo far altro che pubblicare qui le vostre lettere e sperare che vi risponda.


Saluti a tutti quanti.

Denunce In Rete


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Come faccio a difendermi dai Magistrati?.


Salve,

sono Angela e mi sto ammalando per una separazione giudiziaria dove ho assistito a fatti allucinanti sia dai legali che dai Magistrati..

Ho esposto i fatti in Procura due anni fa, su come venivo assistita. La giudice è stata sostituita, ma i legali, arrabbiati per i miei scritti, cessarono di tutelarmi.


Ho cambiato 4 legali, ed ho denunciato all'Ordine degli Avvocati -con relative fatture-, descrivendo i comportamenti deontologicamente scorreti ma,

l'Ordine, ha risposto che non c'era motivo di procedere...



Ora, dopo 6 anni di Cavario, ho ritirato di persona la Sentenza emessa il 9 aprile.

Sono esterefatta! Nonostante la CtU finanziaria, mi hanno resa intestataria di due appartamenti!! Ne ho uno e, visibile dalla consulenza finanziaria.

Hanno scritto che il coniuge ha una figlia naturale dalla compagna, quando non esiste traccia di figlia! Questa truffa, sicuramente è stata inventata dalla controparte per diminuire l'assegno ai nostri due figli.


Non sto a descrive cosa ho subito anche dal punto di vista penale...due condanne di fatti non veri per i quali ho dovuto ricorrere all'appello...

Posso denunciare in procura l'operato dei 3 Magistrati che hanno emesso la sentenza? Quali conseguenze potrò avere oltre quelle che sto pagando?


Scusandomi per la descrizione sintetizzata, spero di aver posto chiaramente il problema.

Cordilamente


Angela
E-mail: angelaseparaz@yahoo.it

-

Gentile Sgra Mina;


ha ricevuto una risposta dal Sgr Del Toro, qui:

http://www.denunceitaliane.it/forum/abuso-di-potere-/11-abuso-di-potere-dei-magistrati-ultracasta-italiana-leggere-il-libro.html#245

QUESTA:

Carissima Angela,

Bisogna innanzitutto distinguere sempre due vie principali e sono quella del classico " errore giudiziario " in cui i magistrati vengono tratti in inganno da indizzi, testimoniante e simili questioni che li possono ONESTAMENTE portare ad una errata decisione ma comunque sempre in buona fede.
Dunque considerato che un magistrato è pur sempre una persona che può commetter errori, se tu sei stata giudicata male, questo non significa affatto che i magistrati con cui cel'hai tanto possano esser accusati di alcun che.

Il loro lavoro infatti prevede una grandissima tutela ed una enorme discrezionalità sulle decisioni che però poi, devono esser motivate nelle sentenze.

Esistono poi i successivi gradi di giudizio dove un innocente come te potrebbe e potrà far valere le sue ragioni e dimostrare ai giudici che si occuperanno poi del tuo cas, che i colleghi di prima avevano sbagliato.
Questo è successo ( ad esempio ) per Tortora e potrebbe succedere per te come per tanti altri.

Esiste però anche il cosidetto " DOLO E COLPA GRAVE " che configura quei casi in cui i magistrati sbagliano.... sapendo di sbagliare o comunque lo fanno con una leggerezza tale per cui possono venire accusati, incolpati dai loro colleghi ed eventualmente subire provvedimenti diciplinari.

Io stesso ho vissuto un caso di questo tipo in cui ho dovuto impegnarmi per lungo tempo a denunciare dei magistrati che; a mio modo di vedere, erano e sono colpevoli della cosa che ho appena detto: DOLO E COLPA GRAVE.

La vicenda non è affatto finita e anzi fra tre giorni devo andare a Genova a depositare una mia testimonianza in proposito dunque non ne vorrei parlare più di tanto in questo momento.

Ti posso dire che comunque il problema principale è senza dubbio il fatto che gli avvocati non vogliono e non possono aiutarti, trovare un legale che sia disposto a scontrarsi con i giudici corrisponde a trovare la famosa mosca bianca ed io ho infatti imparato a fare da solo ( era l'unico modo per andare avanti ).

Volevo pubblicare un vademecum su come si dennunciano i magistrati ma ho deciso che lo farò a vicenda conclusa ( parlo della mia ).

Per il momento ti invito a leggere questa interrogazione parlamentare che l'Onorevole Borghesi ha presentato sul mio caso:

www.culturale.it/deputati/

Come dicevo anche ad un'altra persona io sno davvero indaffaratissimo e mi piange il cuore vedere che tanta gente sta passando pene simili alle mie ma non sono in grado di aiutare tutti perchè dovrei leggermi tutte le cose, analizzare attentamente e sarebbe dunque un vero ABUSO DI PROFESSIONE,
non sono un avvocato, ne mastico qualcosa per esperienza mia diretta ho studiate le cose da solo ma conosco solo leggi ed articoli che riguardano il mio caso e non i codici in generale.

Posso dare qualche piccolo consiglio quando trovo tempo

MI SPIACE


Cordialità

Fabio Del Toro


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27 mag 2011

Zingari pericolosi a Torino..

Zingari pericolosi a Torino..

Mi trovavao a percorrere Corso Grosseto a Torino, quando nel controviale all’anglolo di Via Ala di Stura,

una Punto Blu cobalto davanti a me prima parcheggia e, quando passo io, decide di venirmi addosso.

Mi raggiunge e io mi fermo; constatando il danno chiedo di fare il CID e mostrarmi la patente,

mi chiedono dei soldi per far aggiustare la macchina ( 50 euro ).

Al mio “ Forse è meglio che chiamiamo la polizia “ , scappano.

All’interno, c’erano un ragazzo di intorno ai 20 anni, una donna a fianco che sembrava incinta

E dietro un vecchio che si copriva la faccia. Sicuramente erano Zingari avevano tutti i connotati

Non sono riuscito a prendere il numero di targa, ma alcuni miei colleghi mi hanno detto che è capitato anche a loro.

Adesso come faccio e a chi chiedo i danni ? Mi potete per cortesia dire come mi devo comportare ?


Grazie

filippo.gemelli@bt.com


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I Dati dell'autore dell'articolo verranno resi noti ad organi competenti o di giustizia qualora ne facessero richiesta.

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